Vannelli (Avis Piemonte): “#DaMeaTe ottimo alleato per sensibilizzare al dono”

2022-10-12T18:04:31+02:00 7 Ottobre 2022|Attualità|
di Francesca Franceschi

“#DaMeaTe è una campagna di sensibilizzazione molto importante e una bellissima idea per promuovere il valore del dono. I video brevi sono un ottimo alleato per raggiungere un pubblico quanto più diversificato possibile”. A parlare è Luca Vannelli, presidente Avis Regionale Piemonte, che fa anche il punto sulla situazione sangue e plasma nella sua regione. Tra effetti del Covid, giornate di raccolte e prossimi obiettivi.

Presidente, ci stiamo avviando alla fine di questo anno. Siamo in grado di fare un bilancio per quanto riguarda il numero delle donazioni in Piemonte?

“L’anno 2022 si è aperto con i primi mesi dell’anno in positivo, ma successivamente abbiamo assistito ad una discesa improvvisa delle donazioni. È doveroso da parte mia riassumere i due anni precedenti, perché per poter fare delle considerazioni è necessario valutare i numeri della raccolta. Gli anni 2020 e 2021, facile comprenderlo, sono stati interessati dalla pandemia da Covid-19 che ha, nostro malgrado, coinvolto anche il mondo della donazione di sangue. Il 2020 si era chiuso, almeno per quanto riguarda Avis Regionale Piemonte, con un calo importante delle donazioni. L’anno 2021 invece aveva visto, nonostante il perdurare della pandemia, una decisa ripresa delle donazioni che aveva permesso di chiudere con un dato più che positivo per quanto riguarda le donazioni di sangue intero”.

Può darci un numero?

“Senza dubbio. Nel 2021 Avis Piemonte ha registrato un incremento pari a 7.400 unità donate, rispetto all’anno precedente”.

Come associazione come avete affrontato i due anni caratterizzati dalla pandemia?

“Avis Regionale Piemonte è sempre stata vicino alle province con una campagna di sensibilizzazione alla donazione, e con comunicati stampa e interviste. Abbiamo rilevato che la diminuzione maggiore si era creata per la presunta paura, da parte dei donatori, a recarsi ai centri trasfusionali di riferimento. C’era la paura degli ospedali che venivano visti come i ‘lazzaretti’ di manzoniana memoria. Sono personalmente intervenuto anche sui media regionali per tranquillizzare i nostri donatori, spiegando loro che i percorsi ospedalieri erano assolutamente sicuri”.

E per quanto riguarda, invece, le giornate di raccolta?

Luca Vannelli

“Le unità di raccolta associative non hanno registrato questa sensibile diminuzione, anche se le procedure legate al Covid hanno modificato almeno temporaneamente la raccolta a cui eravamo ormai abituati. Comunque, tanto per dare qualche numero, l’anno 2021 – per quanto attiene la raccolta piemontese – si è chiuso con 137.489 donazioni di sangue intero, 25.351 di plasmaferesi produttiva, 6.825 di altre aferesi per un totale di donatori attivi (che altro non sono che donatori abituali) allo scorso 31 dicembre 2021 di 105.683”.

Come sta andando, invece, il 2022?

“L’anno in corso, rispetto agli anni precedenti, ha visto invece già una diminuzione delle donazioni addirittura prima del periodo estivo, periodo in cui c’è già fisiologicamente una flessione. Le motivazioni di tale calo possono a mio avviso essere molteplici. Oltre ai contagi da Covid-19 che per alcuni mesi hanno costretto alla cancellazione di numerose prenotazioni, credo che ci siano da considerare anche altri fattori come, a titolo puramente esemplificativo ma non esaustivo: il lavoro, la carenza ormai cronica del personale sia medico che infermieristico. Tanto per fare un esempio i numeri della raccolta a fine luglio si attestano con un calo che non va sottovalutato affatto. E credo che il mese di agosto non porterà nessuna nota positiva. Raffrontando il nostro dato con quello regionale che comprende tutte le strutture sanitarie unitamente alle altre associazioni, la regione Piemonte non raggiunge gli obiettivi che si era prefissata nella programmazione che era stata condivisa con l’assessorato regionale alla Sanità”

Cosa fare di fronte a ciò?

“Anche quest’anno il consiglio regionale Avis ha promosso una campagna di sensibilizzazione attraverso i propri social, per cercare di far fronte a questo calo di donazioni. Auspichiamo anche per il futuro di colmare la grave criticità del personale sanitario che in alcune occasioni e su territori diversi hanno portato ad annullare un buon numero di sedute di prelievo. Lo stesso problema peraltro è riscontrabile nei servizi trasfusionali delle aziende sanitarie locali. Ma vorrei precisare una cosa”.

Ovvero?

“L’impegno dei donatori e soprattutto di Avis, ai vari livelli associativi, non cambia, anzi cerca di migliorarsi sempre. Perché siamo consci che la salute di molte persone dipende da noi. Siamo consci degli interventi chirurgici che sono ripresi nel post pandemia, dei malati di talassemia e di quelli oncologici, senza dimenticarci dei trapianti. Sappiamo quale responsabilità abbiamo nei confronti dei più bisognosi”.

Il Piemonte è autosufficiente per sangue e plasma?

“Il Piemonte attualmente è autosufficiente dal punto di vista delle emazie (globuli rossi, ndr), non lo è invece per quanto riguarda il plasma. Ecco perché da tempo vengono organizzati incontri ai vari livelli associativi per i dirigenti affinché possano sollecitare i territori di propria competenza su questa importante carenza. Al tempo stesso, proprio per fare la nostra parte in tal senso, Avis Piemonte è parte integrante del progetto della Regione Piemonte (assessorato alla Sanità) dal titolo “Ottimizzazione processi organizzativi, assistenziali, strutturali e formativi- Rete Trasfusionale Regione Piemonte”.

Di che si tratta?

“Con questo ambizioso progetto promosso dalla Regione auspichiamo di risolvere nel più breve tempo possibile le criticità legate al personale medico. Siamo convinti che la Regione Piemonte dovrà necessariamente avere un ruolo principale nel sostenere tutte le associazioni che si occupano di raccolta sangue perché anche se il Piemonte è attualmente autosufficiente dal punto di vista delle emazie, non possiamo permetterci di abbassare la guardia perché questa situazione potrebbe mutare nel giro di pochi anni. E già quest’anno abbiamo avuto delle avvisaglie…”.

Ci può spiegare meglio?

“La nostra regione da anni contribuisce all’invio di sangue alla regione Sardegna. Quest’anno, per la prima volta, aggiungo io purtroppo, in fase di programmazione annuale abbiamo dovuto abbassare sensibilmente i numeri che normalmente inviavamo, in quanto la situazione è tale da non permetterci di garantire gli invii degli anni passati. Questo ci deve far riflettere”.

Ha avuto modo di vedere la nostra campagna di sensibilizzazione #DaMeATe?

“Sì assolutamente. Una campagna di sensibilizzazione molto importante e una bellissima idea. Inoltre i video, facili, intuitivi e immediati, sono un ottimo alleato per raggiungere un pubblico quanto più diversificato possibile. In pochi secondi è possibile diffondere un messaggio così fondamentale – quale l’importanza di donare sangue e plasma – capillarmente. I social network, che talvolta vengono usati per sciocchezze, in questo caso sono degli ottimi veicoli. Anche io personalmente realizzerò il mio video e sono certo che le donatrici ed i donatori del Piemonte potranno dare con vero piacere il proprio contributo”.

Per aderire alla campagna #DaMeaTe basta inviare un breve video autoprodotto, da iniziare con la frase “Quando dono penso che…”, completandola poi con ciò che si ritiene importante, utile, appropriato per l’iniziativa. È possibile inviare i video via mail all’indirizzo dameate.donatorih24@gmail.com, via Whatsapp al numero 393 401 2016 o come messaggio privato alla nostra pagina Facebook.

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