Plasma iperimmune, da nord a sud, nuovi centri di raccolta e appelli al dono

2020-11-19T12:31:57+00:00 19 Novembre 2020|Attualità|
di Giancarlo Liviano D'Arcangelo

L’attenzione mediatica che di nuovo, nei giorni scorsi, ha riguardato il plasma iperimmune come terapia emergenziale per il Covid-19, ha accelerato la ricerca di donatori in moltissime zone d’Italia. L’appello del dottor Franchini di Mantova durante il servizio del programma televisivo Le Iene, e le sue parole nell’intervista rilasciata a noi di Donatorih24, hanno accompagnato la forte accelerazione che il protocollo Tsunami ha subito negli ultimi giorni, e sono davvero tante le notizie che in tal senso che arrivano dalle strutture sanitarie del paese, tra appelli al dono e attivazione di centri di raccolta.

Veneto, Lombardia e Piemonte

A Padova, sul cui ospedale era incentrato il servizio de Le iene, c’è bisogno di scorte, e sui giornali locali arriva l’appello congiunto di Azienda Ulss 6 Euganea e Regione Veneto, con tanto di informazioni sui luoghi dove è possibile donare.

A Cremona, la raccolta va avanti costantemente da molti mesi, e le istituzioni sanitarie proseguono con le operazioni di reclutamento, mentre sull’utilizzo del plasma, a dispetto di un protocollo scientifico vero e proprio, viene privilegiato l’approccio clinico che sta dando ottimi risultati.

Anche l’ospedale di Asti, in Piemonte, è alla ricerca di donatori, dopo aver aderito alla sperimentazione, come ha spiegato la dottoressa Ilvana Tiziana Scuvera, responsabile del Reparto Immunoematologia dell’ospedale Cardinal Massaia, che ha poi spiegato quali sono le incognite legate alla raccolta: “ci sono ancora tante cose da valutare prima di poter avere certezze – ha detto  –  è indispensabile che il donatore abbia un’alta concentrazione di anticorpi, da uno a centosessanta, perché il plasma deve essere congelato e durante questo procedimento una parte di anticorpi viene persa”.

Una sacca di plasma iperimmune

Il plasma iperimmune nel Mezzogiorno

Pur con un inspiegabile ritardo, anche le regioni del sud iniziano ad attivarsi per raccogliere il plasma iperimmune da utilizzare per l’uso emergenziale. In Sicilia, per esempio, nelle ultime ore sono stati attivati ben 8 centri di raccolta che erano stati già tutti autorizzati alla fine della scorsa primavera: Palermo e Catania, naturalmente, e poi alle Asp di Trapani, Caltanissetta e Ragusa, e Messina. È un bene, anche perché, proprio da Catania arrivano ottime notizie sul piano dell’applicazione, come testimoniano le parole del dottor Nuccio Sciacca, primario del Centro trasfusionale dell’ospedale Garibaldi.

Anche in Puglia, il plasma iperimmune e i suoi possibili benefici sono tenuti in grande considerazione nelle ultimissime ore: al Policlinico di Bari si mettono in pratica procedure più rapide per favorire la raccolta, mentre in Calabria colpisce il caso di Catanzaro, dove la campagna di sensibilizzazione della Asp locale per la raccolta era partita con anticipo rispetto a molte altre regioni, ottenendo anche buoni risultati. Sacche tuttavia poi rimaste inutilizzate.

Talvolta, nelle situazioni più gravi, sono gli stessi pazienti a richiedere il trattamento al plasma iperimmune, e BresciaToday riporta addirittura il caso di un malato grave trasportato in macchina dal figlio da Napoli fino al Carlo Poma di Mantova, si spera con esito positivo.

La questione del titolo anticorpale

Il servizio de Le Iene andato in onda lo scorso 12 novembre poneva un interrogativo importante sulle sacche di plasma iperimmune registrate attualmente sul sito del Centro nazionale, quasi cinquemila. Quante delle sacche segnalate disponibili hanno il titolo anticorpale giusto affinché il plasma per utilizzo clinico sia efficace, ovvero 1:160? Sulla materia, abbiamo provato a interrogare lo stesso Cns che tuttavia non si è ancora espresso, e il dubbio che molte delle sacche disponibili non siano realmente utilizzabili resta. In attesa del doveroso chiarimento, anche noi ci aggiungiamo al nutrito coro degli appelli al dono: è bene che tutti i guariti con la giusta dose di anticorpi, si attivino per questo gesto di solidarietà.