Dove donare il plasma iperimmune? Ecco la lista di tutti gli ospedali in Italia

2020-11-25T15:10:26+00:00 24 Novembre 2020|Primo Piano|
plasma iperimmune di Laura Ghiandoni

Chi ha vissuto l’esperienza della malattia di Covid nella forma sintomatica, una volta guarito può considerare l’ipotesi di aiutare le persone che oggi sono affette da Covid nella forma grave. Come? Lo può fare donando il plasma iperimmune. La terapia – che si avvale degli anticorpi presenti nel plasma del guarito nella lotta al virus – oggi viene utilizzata in molti ospedali come cura emergenziale in attesa di una cura riconosciuta ufficialmente. Il Centro nazionale sangue, la principale istituzione del mondo del sangue, dopo l’ultimo servizio delle Iene, ha indicato tutti gli ospedali dove oggi è possibile rivolgersi per partecipare alla raccolta. Ecco le regioni in ordine alfabetico:

Donare plasma iperimmune A-L

Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Bolzano

Donare plasma iperimmune L-P

Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte

Donare plasma iperimmune P-T

Puglia Sardegna, Sicilia, Toscana

Toscana, Trento, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto

Donare il plasma iperimmune nel nord Italia

In Lombardia la raccolta è stata certamente avviata per prima già alla fine di marzo. Raccolgono tutt’ora plasma iperimmune il San Matteo di Pavia, l’ospedale Carlo Poma di Mantova, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il Bolognini di Seriate, l’ospedale di Treviglio, gli ospedali civili di Brescia, il presidio ospedaliero di Chiari, l’ospedale Valcamonica di Esine, l’ospedale di Manerbio, il Salvini di Garbagnate Milanese, il presidio di Vimercate, l’ospedale Manzoni di Lecco, l’ospedale S. Gerardo di Monza.

Inoltre si può donare anche nel presidio Valtellina e Valchiavenna di Sondrio, l’Istituto Ospitalieri di Cremona e l’ospedale Maggiore di Crema. La lista continua con il San Raffaele di Milano, nella stessa città il Sacco e Fatebenefratelli, il Ss. Paolo e Carlo e l’azienda ospedaliera Niguarda. Si aggiunge l’ospedale Vizzolo Predabissi di Melzo, l’ospedale Maggiore di Lodi, l’ospedale Civile di Vigevano, il presidio di Varese, l’ospedale S. Anna di S. Fermo della battaglia e per finire il nosocomio S. Antonio abate a Gallarate.Covid plasma iperimmune

In Piemonte è possibile donare plasma iperimmune a Torino nella Città della salute e della scienza, all’azienda sanitaria locale 3, nell’Ospedale della città e all’Oirm S. Anna Cdss e al centro trasfusionale dell’ospedale di Ivrea. Inoltre, all’Aso di Cuneo, all’ospedale Maggiore Ss. Annunziata di Savigliano, all’Ospedale di Mondovì Cn1 di Cuneo, il presidio ospedaliero Massaia ad Asti, l’ospedale degli Infermi di Biella, l’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, allo stabilimento ospedaliero Castelli di Verbania. Si continua con l’ospedale San Biagio di Domodossola, l’ospedale civile Ss. Antonio e Biagio di Alessandria, l’ospedale Santo Spirito di Casale, l’istituto Ss. Trinità di Borgomanero, l’Ospedale Ss. Antonio e Margherita di Tortona, e a Novara.

In Liguria è possibile donare a Genova al San Martino e agli ospedali Galliera. Anche a Savona al San Paolo, ad Imperia nello stabilimento ospedaliero. È possibile rivolgersi per la donazione anche al S. Andrea a La Spezia.

In Valle d’Aosta è possibile donare all’ospedale del capoluogo, il Parini. In Veneto ci si può rivolgere per la donazione all’ospedale San Martino di Belluno, all’ospedale di Verona Borgo Trento, al San Bonifacio, a Vicenza, Rovigo e Mirano, ma anche al presidio ospedaliero di San Donà, al Mater Salutis di Legnago, a Padova, e al Ca’ Foncello di Treviso, e infine all’Orlandi di Bussolengo.

Tra le strutture in prima linea nella raccolta in Friuli figurano l’ospedale civile di Palmanova, l’azienda ospedaliera di Pordenone, l’azienda di Trieste e quella di Udine e il Centro Riferimento Oncologico di Aviano. Predisposti anche i luoghi nelle due province autonome Trentino Alto Adige, ovvero all’ospedale Centrale di Bolzano e al Santa Chiara di Trento.

In quali ospedali donare plasma iperimmune nell’Italia centrale

In Abruzzo è attiva la raccolta plasma iperimmune all’ospedale Mazzini di Teramo, al presidio ospedaliero San Salvatore dell’Aquila, allo Spirito Santo di Pescara, al presidio ospedaliero S. Pio da Pietralcina di Vasto e per finire al Ss. Annunziata di Chieti.

In Toscana, oltre ad essere presente la raccolta di plasma iperimmune, è anche attivo in molti ospedali il protocollo di sperimentazione della cura Tsunami il cui capofila è l’azienda ospedaliero universitaria Pisana. Ecco la lista delle strutture dove è possibile rivolgersi per donare: ospedale delle apuane a Massa Carrara, il Felice lotti di Pontedera, il San Luca di Lucca, l’ospedale del Ceppo a Pistoia, il nuovo ospedale S. Stefano di Prato, l’ospedale di Livorno, gli ospedali riuniti della Val di Chiana a Cortona, l’ospedale dell’Alta Val D’Elsa di Poggibonsi, l’ospedale area aretina nord di Arezzo, l’ospedale della Misericordia di Grosseto, l’ospedale S. Giovanni di Dio Torregalli di Firenze, l’ospedale S. Giuseppe di Empoli, l’ospedale Versilia del Lido di Camaiore. Si continua con l’ospedale di Siena, il Careggi e il Meyer di Firenze, l’ospedale Ss. Cosimo e Damiano a Pescia, l’ospedale di Borgo san Lorenzo, il Ss. Annunziata a Bagno a Ripoli, il Serristori a Valdarno e Incisa, il S. Verdiana a Castelfiorentino, il S. Pietro Igneo a Fucecchio, il S. Francesco a Barga, il S. Croce a Castelnuovo Garfagnana, il Santa Maria Maddalena a Volterra, l’ospedale di Cecina, quello di Piombino, il presidio di Montepulciano, l’ospedale Del Casentino di Bibienna, il Valdarno di Montevarchi, il Valtiberina di S. Sepolcro e l’Amiata grossetana di Castel del piano per finire con l’ospedale S. Andrea di Massa Marittima e l’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello.

Nelle Marche ci si può rivolgere agli ospedali Riuniti ad Ancona, all’ospedale di Fermo, e a quello di Pesaro.

Nel Lazio è possibile donare plasma iperimmune soprattutto in alcune strutture ospedaliere situate nella capitale. A Roma, infatti, il servizio è attivo negli Istituti Fisioterapici Ospitalieri, il San Camillo Forlanini, il Policlinico universitario del Campus Bio Medico, il Gemelli, il Policlinico Umberto I e il San Filippo Neri. Fuori dalla capitale il servizio è attivo nell’ospedale unificato Frosinone-Alatri a Frosinone.

In Umbria, la raccolta è presente a Perugia, all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno, all’ ospedale di Città di Castello e all’azienda ospedaliera di s. Maria a Terni.

In Emilia Romagna, a Bologna, è possibile donare all’azienda ospedaliera della città, all’ospedale Maggiore C.a. Pizzardi, all’Istituto ortopedico Rizzoli. Negli ospedali di Ferrara e Modena, nel S. Maria delle Croci di Parma, a Ravenna al Santa Maria delle Croci, a Reggio Emilia, al presidio unico di Piacenza, all’ospedale Infermi di Rimini, al Bufalini di Cesena.

Donare plasma iperimmune nelle regioni del sud ItaliaCalabria coronavirus ospedali

In Calabria sono ormai tanti gli ospedali dove è possibile donare il prezioso emocomponente, per esempio si può compiere il gesto solidale all’ospedale Pugliese di Catanzaro e al San Giovanni di Dio a Crotone. A Cosenza è possibile donarlo al presidio Annunziata, a Paola al San Francesco, poi all’ospedale di Locri e in quello di Lamezia Terme. A Reggio Calabria si dona al Bianchi Melacrino Morelli, mentre altri luoghi adibiti sono l’ospedale Civile Ferrari di Castrovillari e l’ospedale di Rossano.

In Basilicata è possibile donare al presidio ospedaliero di Matera e al San Carlo di Potenza.

In Campania è possibile rivolgersi al San Giuseppe Moscati di Avellino e all’azienda ospedaliera dei Colli Monaldi di Napoli.

In Puglia il plasma iperimmune di può donare all’ospedale Casa sollievo della sofferenza a S. Giovanni Rotondo, al Policlinico di Bari, al presidio ospedaliero Centrale di Taranto, all’ospedale Mons. Dimiccoli di Barletta, a Foggia, all’ospedale Fazzi di Lecce, e al presidio di Acquaviva delle Fonti.

In Sicilia, come da noi documentato qualche giorno fa, sono aumentati i centri in cui è possibile donare il plasma iperimmune: si dona al Garibaldi di Catania, all’Umberto I di Siracusa, al presidio di S. Antonio Abate a Trapani, presso l’ospedale Civile Maria Paterno Arezzo a Ragusa, all’Ospedale Generale Di Zona di Lentini, al presidio di Maria ad Avola e all’ospedale Paolo Borsellino di Marsala. Si continua con il presidio M. Chiello di Armerina, il Carlo Basilotta di Nicosia, il Giovanni Di Dio di Agrigento, il Vittorio Emanuele di Gela, l’ospedale Papardo e il Martino di Messina. A Palermo, secondo il Cns, figurano abilitati l’Ospedale Civico, il Giaccone, il presidio ospedaliero di Villa Sofia e il Cervello. E così via con il Cannizzaro di Catania, il Vittorio Emanuele (sempre a Catania), il presidio Muscatello ad Augusta, il Sant’Elia a Caltanissetta, il Barone Lombardo a Canicattì, il S. Raffaele Giglio a Cefalù, l’Umberto I a Enna, il Fogliani a Milazzo, l’ospedale Maggiore a Modica, il Ss. Salvatore di Paternò, il Barone Romeo a Patti, lo stabilimento ospedaliero a S. Agata a Militello, il Giovanni Paolo II di Sciacca, il S. Vincenzo di Taormina. Completano la lista l’ospedale Gravina e San Pietro a Caltagirone, l’ospedale Guzzardi a Vittoria.

Le regioni che non partecipano alla raccolta del plasma iperimmune

Il Molise e la Sardegna sono le uniche regioni che ancora non si sono organizzate per la raccolta. Chi abitasse in queste due regioni può comunque rivolgersi ad una struttura ospedaliera in altre regioni

Ecco la lista pubblicata dal Centro nazionale sangue