Il ministro Schillaci: “Cresce la raccolta del plasma, ma non basta”

2024-03-18T11:25:49+01:00 15 Marzo 2024|Attualità|
Monica Di Lecce

Aumentare il numero dei nuovi donatori, fidelizzare il donatore occasionale, favorire il ricambio generazionale dei donatori di sangue e di plasma puntando sui ragazzi tra il 18 e i 35 anni. E’ questo l’obiettivo della campagna nazionale “Dona sangue, dona la vita”, promossa dal ministero della Salute e dal Comitato regionale di coordinamento delle Università del Lazio, che si è conclusa il 14 marzo all’Unitus di Viterbo, alla presenza tra gli altri del ministro Orazio Schillaci e del direttore del Centro nazionale Sangue, Vincenzo De Angelis.

“Abbiamo puntato a rafforzare la cultura della donazione in particolare tra i giovani e, dall’avvio della campagna, abbiamo raggiunto risultati importanti – ha affermato il ministro -. Donare è un grande atto di generosità e altruismo che salva vite, che permette ogni giorno a circa 2000 pazienti di ricevere una donazione. L’Italia garantisce oltre due milioni e mezzo di donazioni ogni anno e non abbiamo più carenze di sangue nei mesi estivi”.

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Per quanto riguarda il plasma, Schillaci ha detto che: “la raccolta nel 2023 è cresciuta del 4% ma ancora non permette la copertura dell’intero fabbisogno nazionale. E’ importante per il plasma un ulteriore sforzo per coprire le tante differenze regionali sui donatori”. Il ministro alla Salute ha rimarcato il problema dell’invecchiamento dei donatori e ha sottolineato la necessità di “continuare a investire sulle attività di comunicazione e sensibilizzazione, perché è proprio a partire dalla consapevolezza personale e collettiva che possiamo determinare cambiamenti significativi”.

La campagna “Dona sangue, dona la vita” ha coinvolto gli studenti con diverse iniziative tra cui la produzione di video e podcast informativi. A tal proposito l’Unitus ha assegnato 18 borse di studio ai progetti di promozione della donazione di sangue e plasma.

Gli studenti premiati. Foto dal sito unitus.it

“Mi emoziona – ha proseguito Schillaci – quando i giovani diventano portatori di valori costruttivi come quello delle donazioni che permettono ai pazienti di ricevere la trasfusione con l’aiuto dei professionisti sanitari”.

“L’importanza della campagna “Dona sangue, dona vita” si riflette nel prestigio degli enti che hanno collaborato alla sua realizzazione – ha aggiunto il direttore del Centro nazionale sangue, Vincenzo De Angelis -. L’apporto del mondo delle Università, rappresentato da Crui Lazio (Conferenza dei rettori delle università italiane ndr.), Università della Tuscia e Sapienza di Roma, è forse il più importante e delicato. Se non sarà posto un freno al mancato ricambio generazionale della popolazione dei donatori presto potrà venire meno quell’autosufficienza di sangue che, nel nostro paese, per troppo tempo è stata data per scontata. L’unico modo per intervenire sul problema è coinvolgere sempre di più le fasce di popolazione più giovani nella cultura della donazione. Le azioni messe in campo da Unitus, Sapienza e Crui Lazio si muovono in tal senso, ed è stato un primo importante tassello di quello che speriamo, un giorno, sarà un vivace mosaico di iniziative destinato a far intraprendere ai più giovani il percorso della donazione e a garantire anche in futuro la salute dei pazienti”.