La salute del donatore: la ferritina
Perché è una delle proteine essenziali

2022-04-28T12:38:13+00:00 28 Aprile 2022|Salute|
salute di Sergio Campofiorito

“È attualmente in buona salute”.

È la prima domanda sottoposta, nei questionari d’anamnesi, ai volontari prima di poter donare il sangue. Prima di ogni donazione, viene vagliato dal medico lo stato fisico del volontario, anche attraverso un veloce test sull’emoglobina.

Soltanto nel caso non ci siano controindicazioni, ci si può poi accomodare in poltrona per il prelievo. L’emoglobina è la principale componente dei globuli rossi, il suo compito è quello di trasportare l’ossigeno in ogni angolo nell’organismo, per questo è uno dei parametri essenziali da tenere d’occhio.

salute

Ferritina

Un basso valore di emoglobina può indicare una carenza di ferro, il ferro non è producibile dal nostro corpo (si assume tramite l’alimentazione) ed è il “gancio” tra la cellula e l’ossigeno che, una volta assorbito dai polmoni, viaggia nel sistema sanguigno.

Per il corretto funzionamento del meccanismo è essenziale la ferritina, una proteina di forma sferica all’interno della quale si deposita il ferro. Non è solo un “magazzino”, è anche un “gestore”: la ferritina è infatti in grado di stoccare il ferro e, in caso di necessità, rilasciarlo rapidamente nell’organismo. 

Se il valore della ferritina non rientra nei parametri può indicare una carenza di emoglobina che a sua volta è responsabile di anemia. Se l’emoglobina è bassa, non è possibile donare il sangue. I valori medi di ferritina in un adulto differiscono tra uomo e donna: donne: 20-120 nanogrammi/mL; uomini: 20-200 nanogrammi/mL.

Come riconoscere una carenza di ferro? Vi sono diversi sintomi che possono indicare una carenza, il più comune è una persistente stanchezza, se la ferritina non ha abbastanza ferro da rilasciare per un periodo prolungato, subentra allora l’anemia.

Un’alimentazione equilibrata è essenziale per una buona salute.

Sono diverse le cause che portano ad avere un livello basso di ferritina, le più comuni, senza considerare patologie o particolari condizioni, sono da ricondurre a deficit nutrizionali.

Per questo è consigliata l’assunzione alimenti come carne, pesce, legumi, pesce, molluschi, crostacei, frutta secca e fresca (sono importantissimi gli agrumi poiché, grazie alla vitamina C, permettono l’assorbimento del ferro). Se la carenza di ferro è importante, è possibile ricorrere all’assunzione di integratori (ne esistono in compresse, sciroppi e gocce).

Anche un alto livello di ferritina (iperferritinemia) può essere indicatore di patologie o di stati infiammatori per i quali è sempre necessario un consulto medico. Un aiuto in questo caso, ancora una volta, può venire dall’alimentazione assumendo una dieta a basso contenuto di ferro o ricco di sostanze chelanti che si legano al ferro e ne consentono una facile eliminazione attraverso le urine.

Ancora una volta, dunque, il consiglio per i donatori di sangue è sempre quello: condurre una vita sana e prendersi cura del proprio corpo.