Se la cultura del dono si trasmette in famiglia resta nel tempo

2022-04-15T18:12:36+00:00 14 Aprile 2022|Donazioni|
vittime Covid Di Giancarlo Liviano D'Arcangelo

La cultura del dono è un vento che spira sempre molto forte, come la bora, ma uno dei luoghi dove essa può sedimentare per non disperdersi è senza ombra di dubbio la famiglia.

Le associazioni di donatori, Avis, Fidas e Fratres, sanno molto bene per un donatore periodico non c’è niente di meglio di un clima in cui il suo gesto è condiviso, e così entrano nelle scuole molto presto, per raccontare il dono ai bambini delle scuole primarie, proprio perché le giornate scolastiche dedicate al dono del sangue – che spesso finiscono con la creazione di elaborati – sono un metodo molto funzionale per coinvolgere i genitori, stimolarli a loro volta, e, se non lo fanno ancora, convincerli a donare.famiglia

Donor Hero ideato da Avis, e A scuola di dono, organizzato da Fidas, sono due eventi recenti che puntano a ripetersi di anno in anno, e che obbediscono proprio a questo principio. Incidere in un momento della formazione dei ragazzi nel quale il livello di partecipazione è alto e il coinvolgimento delle famiglie immediato e diretto.

Creare elaborati artistici da condividere con mamma e papà, e lasciare che la bellezza del gesto del dono diventi, per un po’ di tempo, l’argomento di dialogo nei nuclei familiari. Non è importante che i giovani non potranno donare fino ai 18 anni. Se l’esperienza conoscitiva è andata bene, ha lasciato emozione, ed è diventato un momento vissuto emotivamente con i propri cari, sicuramente resterà nel cuore.

Sono tantissimi i donatori intervistati sul nostro sito che ci hanno raccontato il gesto del dono come un “dono” di famiglia.

Donatori come Annunziata, che dona da 27 anni, e che aveva un papà donatore:

O come Massimiliano, che dona da ormai dieci lunghi anni e s’è approcciato a questo mondo fantastico proprio perché la sua era una famiglia da sempre votata al volontariato:

Ma non è tutto: come ha spiegato Antonio, il concetto di famiglia che riguarda il dono del sangue, non è limitato alla famiglia “classica”.

In realtà è molto più ampio. Frequentando le associazioni, i loro tantissimi eventi sul territorio, le manifestazioni sportive, le donazioni speciali, spesso il mondo dei donatori è davvero un fattore di aggregazione sociale importante, crea e favorisce legami personali speciali che durano una vita intera.

Amicizie, collaborazioni, e non di rado addirittura amori.

Per queste ragioni, i donatori di sangue che s’iscrivono alle associazioni, amano spesso definirsi una grande famiglia, una di quelle che rema sempre nella stessa direzione. E se sentirsi parte di qualcosa di così bello e utile per la società è una sensazione che tutti vogliamo provare, non bisogna di certo tralasciare l’aspetto pratico…

Se a donare si va con tutta la famiglia… in un solo giorno si possono raccogliere molte più sacche. Come nel caso di Giancarlo che subito dopo aver festeggiato la maggiore età delle sue figlie… è andato al centro trasfusionale con loro e con sua moglie.

Una storia davvero bella.