I motivi per cui donare sangue
Significa fare del bene al Paese

2022-04-12T17:11:24+00:00 12 Aprile 2022|Attualità|
motivi di Giancarlo Liviano D'Arcangelo

I motivi per cui è giusto donare sangue, lo sappiamo bene, sono infiniti.

Basta leggere le tantissime testimonianze che raccogliamo ogni settimana per capire come la donazione di sangue sia un gesto di enorme portata solidale per la comunità intera, e allo stesso tempo un gesto i cui significati pescano appieno nella soggettività di chi dona, perché le emozioni che genera sono davvero intime e profonde.

Ma esistono momenti storici, proprio come quello che stiamo vivendo, nei quali alcune condizioni oggettive fungono da vera e propria call to action per tutti: mai come in questi mesi, infatti, donare sangue è da considerare un gesto decisivo per la situazione sanitaria del Paese, e i motivi sono molteplici.

Proviamo ad analizzarli:

  1. La raccolta dei primi due mesi di sangue e plasma non è andata bene

Dopo un 2021 tutto sommato positivo che – nonostante le difficoltà contestuali – ha comunque prodotto livelli accettabili di raccolta e cali assolutamente misurati grazie alla generosità e alla fedeltà dei donatori italiani periodici che sono il vero tesoro nazionale, i primi due mesi del 2022 hanno fatto registrare cali sia sul versante del dono del sangue intero, sia in quello del plasma. Mancano circa il 10% delle risorse raccolte lo scorso anno, e il recupero deve essere immediato.

 

 

  1. Bisogna ricacciare indietro i cali di donazioni legati alla pandemia

Tra i motivi principali di questo calo c’è senza dubbio il lascito della pandemia. La variante Omicron, molto infettiva, sommata all’influenza stagionale e al timore che molti potenziali donatori hanno maturato per la frequentazione degli ospedali, senza ombra di dubbio sono fattori di grande incidenza. Vincere questi timori e tornare a donare con serenità significherebbe riabituarsi a una normalità che – specie nei mesi caldi – può essere salvifica.

 

  1. I plasmaderivati scarseggiano e la salute di moltissimi pazienti è a rischio

Sono stati numerosi, negli ultimi giorni, gli appelli delle associazioni di pazienti il cui benessere quotidiano dipende dalla reperibilità dei farmaci plasmaderivati. Si hanno notizie di moltissimi pazienti che devono ridurre i quantitativi di farmaci o saltare le sessioni di cura, con danni irreparabili.

 

 

  1. Se i livelli di raccolta non crescono qualcuno potrebbe mettere in discussione il dono etico

Negli ultimi mesi Avis nazionale ha chiesto di emendare il testo del DDL Concorrenza, perché – secondo la più grande associazione italiana di donatori – aperto a interpretazioni ambigue sul dono etico, messo in discussione da logiche commerciali e di rimborso. Una mancata crescita nel medio periodo dei livelli di raccolta potrebbe spingere a ricercare modalità simili a quelle statunitensi o in voga in alcuni paesi europei, in cui il dono è commercializzato.

 

 

  1. Una crescita della raccolta faciliterebbe i necessari investimenti strutturali

Gli stakeholder di sistema sono concordi: servono investimenti sistematici per aumentare il personale sanitario nei centri di raccolta, per migliorare il sistema sul piano dell’efficienza e variegare gli orari di apertura delle strutture di accoglienza. Con un trend di raccolta positivo e progressivo si possono spingere le istituzioni a fare il loro dovere e offrire loro i motivi per impegnarsi.

 

  1. L’estate è generalmente un momento di calo di raccolta endemico

L’estate è un momento sempre complicato per la raccolta sangue. Da sempre le donazioni vivono un calo strutturale dovuto alle ferie, alla voglia di vacanze e alle temperature. Se nelle precedenti stagioni le raccolte pre e post periodo estivo hanno sempre garantito autosufficienza sul sangue intero e 70% di autonomia sul plasma, in questa situazione è difficile non pensare a carenze complicate da gestire a partire da settembre.

Insomma, non ci stancheremo mai di ripeterlo. Mai come in questo momento serve uno sforza da parte di tutti. Associazioni e donatori da un lato, già impegnate sul territorio, e istituzioni dall’altro, per promuovere campagne mainstream sui principali mezzi di comunicazione per richiamare i donatori alla donazione periodica, trasformando il dono del sangue in un gesto “normale” per i tantissimi italiani che ancora non conoscono quanto è importante compierlo.