Crisi Ucraina, ecco tutti i cibi che
fanno bene al sangue senza rincari

2022-03-14T15:37:03+01:00 14 Marzo 2022|Attualità|
crisi di Sergio Campofiorito

Non soltanto gas e benzina: la crisi in Ucraina, oltre a minare le borse e le economie mondiali, sta causando una impennata dei prezzi in molti articoli di uso giornaliero, tra i quali il cibo. Ci sono prodotti, cibi e integratori, che fanno bene al sangue, e quindi al donatore. Quali sono? Quali di questi stanno subendo un rincaro rimandabile al conflitto?

Struttura portante del sangue sono gli eritrociti, più noti nel vocabolario comune come globuli rossi. Sono cellule, prodotte dal midollo osseo, che hanno la funzione di trasportare ossigeno ai tessuti e l’anidride carbonica da espellere.

Per un corretto funzionamento dei globuli rossi è essenziale il ferro, minerale che serve alla sintesi dell’emoglobina e della mioglobina, due proteine che avvolgono gli eritrociti e che legano, in modo reversibile, le molecole di ossigeno per essere trasportate nel flusso sanguigno.

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Alimenti contenenti ferro

Tra gli alimenti più ricchi di ferro si segnalano tutti i legumi (lenticchie in particolare), spinaci, bietole, prugne e uva passa, uova e carne rossa. Insieme al ferro, altro minerale importante nel funzionamento dell’emoglobina è il rame che si può trovare in pollame, cereali, cioccolato, noci.

Per la riproduzione cellulare è invece essenziale l’acido folico, una vitamina del gruppo B contenuta in verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), legumi (fagioli, piselli), frutta (kiwi, fragole e arance) e frutta secca (come mandorle e noci).

Per quanto riguarda i cibi di origine animale, il fegato e altre frattaglie hanno contenuti piuttosto elevati in folati, come pure alcuni formaggi e le uova.

La crisi russo-ucraina ha alzato i costi di energia e trasporti che incidono sullo scontrino delle derrate alimentari. Ecco un esempio, in negativo, di come il conflitto sta interagendo col nostro carrello della spesa. Nella filiera della carne, ricca di ferro, ponderante è il ruolo di mais e grano. L’Italia, che ha anche una produzione propria, non importa questi due alimenti (il cui prezzo sta salendo) soltanto da Ucraina e Russia ma buona parte della dieta dei nostri allevamenti si basa proprio sul mais importato (basti pensare ai mangimi per il pollo), ciò comporta un aumento del prezzo della carne.

Ci sono cibi, utili al sangue, che non stanno subendo un aumento di prezzo a causa della crisi? Sul binario formato da trasporto ed energia viaggia tutta la filiera agroalimentare, a corollario tutto il mercato sta subendo rincari senza escludere alimenti particolari.

A difendersi, almeno parzialmente, dall’impennata dei prezzi sono gli alimenti a “chilometro zero”: più un allevamento o una piantagione (come nel caso di pollame, uova, carne rossa, frutta e verdura) sono vicini alle nostre città, meno risentiranno del caro carburante.

I supermercati che, in questo momento storico, offrono prodotti provenienti da allevamenti locali riescono ancora a tamponare l’aumento dei prezzi, almeno nella percentuale inerente al trasporto.

Ciò che, oggi, sembra stia reggendo è il mercato degli integratori. Ne esistono di innumerevoli marche e vengono venduti in farmacie, supermercati, negozi specializzati (ad esempio, quelli degli sportivi) e store on line. Proprio questa grande varietà di produzione e di punti vendita permette di mantenere i prezzi allineati a quelli pre-crisi Ucraina. 

Ma tutto, ancora una volta, potrebbe cambiare in pochi giorni. Se, ad esempio, una persona che abita nel Molise acquista un integratore di ferro da una farmacia piemontese oggi non noterà differenze rispetto a due settimane addietro. Tra tra due settimane, con il prezzo del carburante in continua ascesa, anche il costo dello spedizioniere potrebbe innalzarsi. Insieme a quello per riceverlo a casa. 

Il consiglio finale? Monitoraggio delle informazioni e una dieta sana e sostenibile, in linea con gli stili di vita compatibili col dono.