Raccolte a rischio, Avis: “Personale assorbito dall’emergenza Covid”

2021-12-21T13:59:10+00:00 21 Dicembre 2021|Attualità|
di Sergio Campofiorito

Mancano medici e infermieri trasfusionali. Il cuore e lo spirito di solidarietà dei donatori non manca, e questa è la cosa più importante per il sistema sangue; essenziale è, però, che dall’altra parte ci sia chi, materialmente, effettui il prelievo.

In tutta Italia, qualche regione più, qualche regione meno (ma il problema è trasversale) stanno saltando giornate di raccolta sangue già ampiamente programmate. Il motivo? Manca il personale sanitario. Un collo di bottiglia che ha ragioni annose, ma anche più recenti e strettamente legate all’emergenza pandemica.

Un caso che DonatoriH24 ha indagato di recente viene dalla regione Sicilia, realtà che grazie al lavoro sul cmpo svolto nel tempo oggi può contare su tanti donatori, un patrimonio tuttavia depotenziato a causa del poco personale sanitario disponibile (qui l’intervista al presidente regionale Avis, Salvatore Calafiore).

medici

Medici e infermieri

L’argomento è affrontato dal presidente nazionale Avis, Gianpietro Briola, che dopo l’intervista in esclusiva a Donatorih24 dei giorni scorsi ha deciso di lanciare l’allarme: “Ci sono regioni che stanno un filino meglio — spiega Briola — perché non fanno raccolta associativa, ma il problema è diffuso ovunque, mancano medici e infermieri per le raccolte del sangue. Da tempo abbiamo instaurato un dialogo con i ministeri della Salute e dell’Istruzione per tentare di risolvere la situazione. Attualmente i medici specializzandi non possono occuparsi delle donazioni. Grazie a una norma transitoria, gli specializzandi possono essere ora impiegati nella campagna di vaccinazioni contro il Coronavirus, stiamo chiedendo alle istituzioni un analogo provvedimento per reclutare personale sanitario nella raccolta del sangue. Una soluzione tampone in attesa di una legge permanente”.

C’è un errore a monte che ha scatenato l’attuale problema? Sono mancati gli investimenti, ci sono state strategie che si sono rivelate sbagliate alla prove dei fatti?

Per Donatorih24 la criticità della carenza del personale sanitario è un tema ricorrente, di cui si era discusso anche con il neo presidente del Simti (Societa italiana medicina trasfusionale e immunoematologia) Francesco Fiorin, nell’intervista esclusiva al momento del suo insediamento, a inzio 2021. 

“C’è stato un calcolo sbagliato — continua il presidente Briola — tra le necessità dei medici e la proposta formativa. Penso all’università a numero chiuso. Ultimamente le maglie si sono un po’ allargate ma gli effetti li vedremo soltanto tra qualche anno, intanto si rischia di andare ancora di più in sofferenza”.

La tempesta perfetta è arrivata però in seguito all’emergenza sanitaria: “I bandi Covid delle Asl, emanati per la campagna vaccinale, assorbono gran parte di medici e infermieri che, legittimamente, vanno a guadagnare di più con la sanità pubblica. Cifre che si aggirano intorno ai 60-80 euro non possiamo permettercele, non siamo concorrenziali, semplicemente non possiamo competere e ciò ci svantaggia ulteriormente. Arruolare i medici di base? — chiosa Briola — Potrebbe essere una delle soluzioni, la regione Sicilia ha scritto una delibera che permette ai medici di entrare nel percorso di selezioni per il sistema sangue”.

Un quadro complesso, all’interno del quale a mancare non è certo la solidarietà dei volontari. Il rischio è, però, che una volta raggiunto il centro prelievi i tanti che vogliono donare trovino chiuso “per mancanza di personale”. Questo, non dovrà mai più succedere.