West Nile Virus, bilancio 2021. In Italia impatto minimo sul sistema

2021-11-25T14:35:37+00:00 25 Novembre 2021|Attualità|
di Sergio Campofiorito

Il West Nile Virus continua e esistere, e nonostante l’autunno inoltrato e le temperature in ribasso, continua ad aggiornarsi l’elenco delle province dove sono state individuate zanzare portatrici della patologia che, se non tenuta debitamente sotto controllo, rischia di minacciare il sistema di donazione del sangue,

L’ultimo aggiornamento risportato sul sito del Centro nazionale sangue relativo alle notizie sulle emergenze epidemiologiche, che riguarda le province colpite dal WNV, risale al 12 novembre.

Questo bilancio segue quello realizzato lo scorso 3 novembre.

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La mappa del West Nile Virus aggiornata al 12 novembre 2021 (fonte Centro nazionale sangue)

L’elenco completo comprende: Alessandria, Asti, Bergamo, Bologna, Brescia, Cremona, Cuneo, Ferrara, Gorizia, La Spezia, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Monza e Brianza, Novara, Nuoro, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Torino, Treviso, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona e Vicenza.

Come si può notare dalla mappa, l’areale comprende vaste zone della Pianura Padana, lungo il corso del Po, e il nord est della Sardegna (Sassari e Nuoro).

In queste zone sono in funzione le misure preventive, ovvero il divieto di donare sangue per 28 giorni per chiunque sia transitato anche per una sola notte, a meno di non poter contare sul test preventivo Wnv Nat.

Medesima prevenzione è adottata anche per chi proviene da alcune aree di Paesi del Vecchio Continente: Austria, Germania, Grecia, Romania, Serbia, Spagna e Ungheria.

La mappa definitiva del West Nile Virus del 2020 (fonte Centro nazionale sangue)

Da giugno 2021, inizio della sorveglianza, sono stati segnalati in Italia 55 casi confermati da West Nile Virus, 35 dei quali ha manifestato sintomi neuro-invasivi, 15 sono donatori di sangue (1 Alessandria, 1 Cremona, 1 Mantova, 6 Modena, 1 Piacenza,
4 Reggio Emilia, 1 Venezia).

Le zone rosse in Italia e nel mondo sono individuate in base a tre criteri: il riscontro della prima positività per West Nile Virus su pool di zanzare o su esemplare di avifauna; il riscontro di positività confermata del test Elisa IgM e/o del test molecolare per Wnv in equidi; la notifica di un caso umano confermato di malattia neuro-invasiva da Wnv (Wnnd) o di febbre da Wnv (Wnf).

I dati dell’Istituto superiore di sanità

Le tabelle indicano che siamo nella fase calante dell’emergenza Wnv, ma al contempo deve restare alto il livello di guardia.

Rispetto allo scorso anno (dati definitivi), nel 2021 (dati parziali) sono tre le province in più segnate in rosso. Le due mappe, in grande misura, corrispondono, evidenziando come il Po sia l’habitat naturale delle zanzare portatrici.

Grazie, tuttavia, al sistema di contenimento e prevenzione messo a punto dall’Istituto superiore di sanità, l’impatto del West Nile sui donatori è minimo anche per quest’anno.