Sardegna, non bastano i donatori. I dati dell’isola con i volontari più giovani

2021-10-18T14:25:20+02:00 18 Ottobre 2021|Attualità|
di Sergio Campofiorito

Terra di meraviglie e di particolarità, fragile come può essere un ecosistema chiuso, pur non isolato nonostante i “confini” marittimi, la Sardegna rappresenta un unicum nel sistema sangue.

Questione di geni. Qualche numero: per l’autosufficienza nazionale ci vorrebbero 4 donatori periodici ogni mille abitanti, l’isola ne conta 5.2. Ma non bastano al fabbisogno regionale.

“In Sardegna – spiega Antonello Carta, 68 anni, vicepresidente vicario di Avis Sardegna e consigliere nazionale – il bisogno di sangue è superiore del 30% rispetto alle altre regioni. Abbiamo 5.2 donatori periodici ogni mille abitanti, ma per l’autosufficienza dovremmo arrivare a 6.2. La nostra è una terra ad alto di talassemici che assorbono circa i 2/3 di sacche raccolte in regione. Su 79mila sacche, quindi, 48mila sono destinate alle trasfusioni periodiche”.

Sardegna

Antonello Carta

Altri fattori remano contro gli obiettivi dell’associazione: la seconda isola più grande del Mediterraneo (dopo la Sicilia) ha una popolazione di appena 1 milione e 600mila abitanti (la Sicilia ne conta circa 5 milioni), la popolazione poco numerosa, con importanti trascorsi malarici, è anche quella a più alto tasso in Italia di anemia mediterranea. “Siamo costretti – continua Carta – a mandare indietro tanti potenziali donatori poiché il loro tasso di emoglobina è inferiore a 13.5”.

Alle difficoltà congenite dell’isola risponde il gran cuore delle persone.

L’Avis Sardegna è composta da 169 sezioni comunali e 8 provinciali, in tutto i donatori attivi sono circa 39mila, con un ricambio continuo. “Negli ultimi tempi – commenta il vicepresidente -, a causa del Covid, siamo stati un po’ lontano dalle scuole ma non ne abbiamo sofferto particolarmente. Grazie a un progetto finanziato dalla Regione che coinvolge maturandi e laureandi, centri sportivi e associazioni di giovani, abbiamo abbattuto l’età anagrafica dei donatori. I nostri donatori sono tra i più giovani d’Italia, se non i più giovani, e il tasso di fidelizzazione è del 75%. La testimonianza diretta dei donatori, in ambito scolastico, associazionistico e familiare, è il metodo migliore per sensibilizzare le persone”.

Propositi per il futuro? “Intendiamo incentivare la raccolta del plasma – chiosa Carta – che è ugualmente importante della raccolta del sangue”.