Programma nazionale di autosufficienza 2021, i fatti salienti

2021-10-14T15:19:02+00:00 14 Ottobre 2021|Attualità|
Di Giancarlo Liviano D'Arcangelo

È arrivato in Gazzetta Ufficiale il Programma nazionale di autosufficienza 2021, con dati e obiettivi che costituiscono il miglior quadro di riferimento possibile sulla situazione del Paese in fatto di approvvigionamento di sangue e plasma.

Leggi il Programma nazionale di autosufficienza 2021 in versione integrale sulla GAZZETTA UFFICIALE

La situazione rispecchia ciò che su Donatorih24 raccontiamo da tempo, ovvero un’autosufficienza abbastanza solida – ma che non per questo deve essere considerata scontata nel medio/lungo periodo – sul piano della raccolta globuli rossi, e un’autonomia sul piano della materia biologica plasma vicino al 70%, e dunque, sicuramente migliorabile.

Come? Sicuramente la pandemia ha reso i dati del 2020 poco rappresentativi della situazione reale, perché i fattori di disturbo alla raccolta sono stati moltissimi, a cominciare dalla paura, legittima, dei donatori di recarsi nei centri trasfusionali delle strutture ospedaliere, fino ai tantissimi ostacoli organizzativi che sono sorti sia a causa delle misure di sicurezza, sia come sappiamo, per la scarsità del personale sanitario specializzato, un problema che riguarda tutto il paese.

Tra gli obiettivi per far crescere la raccolta plasma, e dunque rafforzare l’autosufficienza, il sistema deve dunque lavorare a un maggiore equilibrio produttivo tra le regioni.  

Dall’analisi compiuta, risulta infatti che la media nazionale di raccolta plasma si assesta nella quantità di circa 14 kg di plasma ogni 1000 abitanti, un dato che invece deve crescere: “Il benchmark – recita infatti il piano – è rappresentato dalle Regioni del III gruppo, che nel 2019 hanno registrano i più elevati indici di conferimento del plasma per frazionamento (> 18 kg /1.000 abitanti /anno)”.

Programma

Gianpietro Briola, presidente Avis Nazionale

Si tratta di obiettivi raggiungibili, e da inseguire con forza, anche alla luce della situazione globale e un prevedibilissimo calo di plasma proveniente dagli Stati Uniti D’America, che come sappiamo sono sempre stati finora, per via di una raccolta plasma che avviene dietro retribuzione, il maggiore produttore mondiale.

Un quadro che mette a rischio l’approvvigionamento di immunoglobuline (prodotto driver più richiesto), che è confermato dallo stesso documento ufficiale: “Il panorama del prossimo futuro sulla disponibilità di MPD – è infatti specificato – è critico (come le stesse Autorità Europee e Nazionali avvertono), sia per la riduzione della disponibilità di plasma statunitense sia per le conseguenti dinamiche sui prezzi che verosimilmente incideranno sui prodotti driver”.

Per il raggiungimento degli obiettivi, in altre parole, bisogna partire dall’idea di un rafforzamento sistemico, senza soluzioni “facili” come aprire alla raccolta a pagamento.

Una migliore organizzazione, investimenti, potenziamento comunicativo, miglioramento della raccolta in aferesi, tutti temi toccati anche in Senato qualche mese fa, durante un’importante audizione che ha visto in prima linea tutti i maggiori dirigenti del sistema sangue i medici e le associazioni di donatori.

Anche Gianpietro Briola, da noi interpellato per commentare il programma di autosufficienza, è stato molto chiaro nel commentare il Programma nazionale di autosufficienza, parlando di una strada difficile che bisogna compiere con i doantori periodici secondo le modalità attuali: “L’impatto della pandemia sulle attività sanitarie, in particolare in ambito trasfusionale, è stato notevole – ha spiegato il presidente di AVIS Nazionale – Tuttavia, fino a prima dell’estate, anche in virtù del rinvio di molti interventi chirurgici che hanno ridotto la richiesta di emocomponenti, siamo riusciti a contenere il calo. L’impegno e il senso civico dei donatori sono stati determinanti e continuano ad esserlo anche nel corso di questo 2021 in cui, grazie alla campagna vaccinale, stiamo cercando di metterci il Covid alle spalle, non senza difficoltà. Dati ufficiali alla mano ci dicono, però, che per centrare gli obiettivi previsti per quest’anno è necessario un ulteriore sforzo: l’autosufficienza di globuli rossi è da tempo garantita, ma per il plasma la strada da compiere è ancora lunga e in salita. I nostri donatori lo sanno ed è per questo che è importante continuare ad assicurare donazioni periodiche per diventare il prima possibile autosufficienti anche per i farmaci plasmaderivati”.