Con un appello si arriva al lieto fine
Ma il sistema ha bisogno di più certezze

2021-08-31T14:44:19+00:00 31 Agosto 2021|Primo Piano|
di Giancarlo Liviano D'arcangelo

Qualche giorno fa, sulle colonne di Donatorih24, abbiamo pubblicato una storia splendida, quella che ci ha raccontato Francesco Pastorello, presidente del comitato della Croce Rossa per il secondo e terzo municipio a Roma.

Di che storia si tratta? Di una storia di solidarietà e che è sbocciata sulla risposta accorata della comunità a un appello web per il dono del sangue, per un caso di emergenza. ecco i dettagli. Una persona cara a Pastorello aveva bisogno di sangue per un intervento chirurgico, ma al Policlinico Gemelli di Roma mancavano sacche e l’intervento è stato rimandato a data da destinarsi.

L’appello di Francesco, sebbene scritto su Facebook il 15 agosto, non un giorno come tutti gli altri, è subito diventato virale, e ha scatenato la generosità fattiva e imemdiata di moltissime persone che si sono fiondate a donare offrendo diverse sacche di sangue.

A scorte ottenute, l’operazione è stata ancora rimandata, ma è successo solo perché nel frattempo era subentrata una nuova emergenza, ancor più grave: una futura mamma partoriente che aveva sofferto di forti emorragie.

L’appello di Francesco è servito dunque a salvare vite umane, qualcosa di straordinario, ma a mente fredda, lucida, bisogna saper leggere tra le righe anche di una storia a lieto fine come questa.

L’assenza di sangue in un ospedale importante come il Gemelli, sebbene in un periodo critico come l’estate, è un fatto grave, anche perché la carenza ha letteralmente costretto il corpo medico a fare una “classifica” delle necessità dei pazienti, e scegliere come usare le sacche a disposizione.

Questo non dovrebbe mai succedere. Il senso del dono del sangue è assicurare a tutti i pazienti bisognosi il proprio diritto alle cure, e in un paese come l’Italia la carenza non dovrebbe mai essere così grave da imporre scelte così rischiose e arbitrarie.

appello

Francesco Pastrorello al dono

E se non ci fosse stato l’appello di Pastorello? Cosa sarebbe successo? Probabilmente le sacche sarebbero arrivate dal sistema di interscambio regionale, ma in caso di urgenza impellente? In questo periodo le carenze inoltre non riguardano soltanto la Regione Lazio ma sono generalizzate in tutta Italia.

Si parla da tempo, infatti, e il dibattito impazza da molti mesi e dal World Blood Donor Day, di una reingegnerizzazione del sistema trasfusionale che va rafforzato nella struttura, e quindi, va da sé, nelle sue possibilità di spesa. Accrescere la possibilità d’accesso ai centri trasfusionali, rinfoltire il numero dei trasfusionisti professionisti, puntare su un’informazione univoca ed efficace.

È dunque evidente che deve responsabilizzarsi anche la politica, imparando a considerare l’autosufficienza sangue e le esigenze di rafforzamento del sistema trasfusionale come un asset strategico per il Paese. E ancora, bisognerebbe responsabilizzare anche i media mainstream, per una campagna forte, sciura, costante, a reti unificate.

Le associazioni lavorano molto sul territorio, fanno il possibile, ma come dimostra la storia di Francesco Pastorello ci sono ancora tantissime persone che non sono informate sull’importanza del dono e non sono mai entrate in contatto, per ragioni casuali, con il magnifico e appagante mondo del dono.

Per arrivare a loro, bisogna essere precisi, costanti, e sfruttare i più potenti canali di risonanza possibile. Perché tutto questo ancora non avviene?