Vaccino anti-Covid: donatori nella categoria 1 e 2
Regioni pro e regioni contro la direttiva ministeriale

2021-03-04T15:53:02+00:00 3 Marzo 2021|Attualità|
vaccino donatori di Laura Ghiandoni

È trascorso più di un mese da quando il ministero della Salute ha riconosciuto i donatori di sangue come gruppo inserito nella prima e nella seconda fase della campagna di vaccinazione nazionale.

In particolare, la disposizione del direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, indicava che sarebbero rientrati nella prima fase “gli operatori delle unità di raccolta”, cioè non solo i medici e gli infermieri, ma anche coloro “che collaborano nella gestione dei donatori che si recano a donare”. Secondo la stessa nota, nella seconda fase, andrebbero sottoposti a vaccino i donatori regolari e non.

Tuttavia, nonostante attraverso la direttiva il governo abbia offerto indicazioni specifiche, è necessario sottolineare che sono le regioni a determinare quello che poi succede nei territori, e dunque anche a stabilire se coloro che gestiscono la raccolta saranno realmente sottoposti a vaccino o se invece saranno favorite altre categorie.

Vaccinazione e volontari che gestiscono la donazione: la situazione è disomogenea

Oggi le associazioni si stanno impegnando perché anche i volontari attivi nella gestione delle donazioni possano al più presto essere inseriti nella prima fase della campagna.

Giovanni Musso, presidente Fidas, conferma che le regioni decidono via via come e se applicare la direttiva. Sempre Musso conferma inoltre che la campagna di vaccinazione per gli addetti alla gestione dei donatori è in corso di svolgimento in Liguria e in Sicilia, e aggiunge: “Dovrà essere concretizzata la nota a firma del dottor Giovanni Rezza.

In alcune regioni si è proceduto con la vaccinazione degli addetti alla raccolta e presto speriamo verranno vaccinati tutti i donatori, che sono una componente importante del sistema sanitario nazionale e se lo meritano”. Infine conclude con la sua opinione sul tema del momento: “con la campagna di vaccinazione siamo ancora in alto mare”.

Lombardia, Veneto e Piemonte

Oscar Bianchi, presidente di Avis Lombardia, spiega che anche in Lombardia la campagna di vaccinazione verso gli addetti alla raccolta si è realizzata ed è quasi completata.
Non succede questo in altre regioni del nord Italia.

Per esempio, con una nota rivolta alle istituzioni locali, Avis Veneto è in fase di richiesta di richiesta per ottenere l’autorizzazione.

In Piemonte invece, il presidente dei donatori di sangue di Avas-Fidas Monregalese, Mauro Benedetto, il 17 febbraio ha inviato una lettera al presidente di Regione, Alberto Cirio, per chiedere spiegazioni sulla decisione di non inserire i donatori di sangue fra le categorie prioritarie per il vaccino. Benedetto spera così di portare la voce dei donatori ai piani alti regionali che “hanno delega alla salute”.

Lazio, Puglia ed Emilia Romagna

Nonostante il Lazio e l’Emilia Romagna siano le prime due regioni d’Italia per numero di vaccinazioni effettuate, la priorità oggi viene data alle persone con disabilità nelle strutture residenziali. Sono quindi omessi gli addetti alla gestione dei donatori.

La situazione si presenta disomogenea anche all’interno della stessa regione Emilia Romagna, dove, da voci di corridoio, emergerebbe la notizia che a Bologna la priorità è stata data anche agli addetti alla gestione donatori, mentre il presidente Maurizio Pirazzoli di Avis Emilia Romagna, conferma che il vaccino nei trasfusionali riguarda solo medici e infermieri.

Nel Lazio la professoressa Stefania Vaglio, direttrice del Centro regionale sangue, spiega di trovarsi in attesa di indicazioni da parte delle istituzioni locali, specificando che è cura delle autorità sanitarie regionali stabilire l’avvio della campagna vaccinale tra gli addetti alla raccolta. Attende il vaccino per i donatori impegnati nel trasfusionale il presidente di Avis Roma, Raniero Ranieri.

In Puglia, infine, il dottor Ostuni, direttore della Struttura Regionale di coordinamento delle attività trasfusionali di Bari, spiega che per ora il vaccino anti-Covid-19 riguarda solo il personale sanitario. Una dichiarazione confermata da Giuseppe Nuovo, della Fidas regionale.