La carenza sangue e Ads Lazio: donare con l’ex campione di pugilato Cantatore

2020-09-10T10:32:26+00:00 10 Settembre 2020|Personaggi|
Carenza Lazio Cantatore di Laura Ghiandoni

Arrivati al parcheggio dell’autoemoteca Ads Lazio, non ce ne siamo accorti subito, ma lui era lì, seduto sui gradoni del caseggiato che fiancheggiavano il Mercato di Campagna Amica in via Tiburtina 695. Abbiamo parlato prima con le volontarie, abbiamo chiesto di fare il test sierologico e poi ci siamo seduti a compilare il questionario. Il sole batteva prepotente su tutto. Le volontarie sedute sotto i gazebo spostavano di ora in ora le sedie alla ricerca dell’ombra. “E’ caldo” ci siamo detti seduti sotto il gazebo, mentre un po’ ci guardavamo intorno un po’ rispondevamo crocetta su crocetta a tutte le domande sulla salute che anticipano ogni volta la donazione di sangue.

Noi di Donatorih24 eravamo contenti, anche perché finalmente lo abbiamo visto: a donare con noi, come annunciato dai giornali, c’era l’ex campione di pugilato Vincenzo Cantatore, vincitore nella sua carriera agonistica del titolo mondiale del Word Boxing Union nel 1998 e a livello europeo del titolo European Boxing Union nel 2004.

Per capire quanto l’ex pugile sia diventato un simbolo di energia positiva, un esempio in grado di infondere motivazione verso le sfide più difficili e attenzione verso il prossimo, è necessario conoscere la storia di questo sportivo che, oltre alla brillante carriera nel pugilato, si è cimentato con successo anche in quella televisiva, abbracciando allo stesso tempo il mondo del volontariato e quello del sociale, e promuovendo i valori dello sport.

Lazio Carenza sangue

Vincenzo Cantatore

Cantatore ha iniziato il suo percorso nel pugilato da adolescente, e già da ragazzo è diventato professionista, passando da campione nella categoria dei pesi massimi a campione in quella dei pesi massimi leggeri grazie alla vittoria sul detentore del titolo Rogerio Lobo nel 2000. Nel 2007 si è ritirato dal pugilato, e dopo varie esperienze televisive, dal 2012 al 2015 lavora come attore nella serie R.I.S. Roma Delitti Imperfetti, fino a diventare allenatore nel Bologna nel 2019, affiancando Mihajlovic nella preparazione dei calciatori.

Nel 2005 la sua vita è stata raccontata dal docufilm “A pugni chiusi, a cuore aperto” diretto dal regista Stefano Calvagna e nel 2010, per confermare il grande cuore, è diventato socio della cooperativa Villa Letizia, una comunità terapeutica e socio-riabilitativa per ragazzi con disturbi psichici. Nel sociale ha lavorato per anni nelle case famiglia, e per tre anni e mezzo nel carcere di Rebibbia, con i ragazzi difficili. Dal 2016, inoltre, ha gestito la palestra sociale nell’Antico circolo bocciofilo in via Flaminia 86 a Roma.

Con lui, abbiamo parlato del mondo del sociale e della solidarietà volontaria, fino ad arrivare alla causa che ha scelto di abbracciare oggi: la donazione di sangue. Ecco cosa ci ha raccontato.

Come ti sei avvicinato alla donazione di sangue?

Ho saputo che ai genitori di alcuni miei amici è stato rinviato l’intervento chirurgico due volte per carenza sangue qui a Roma negli ultimi mesi. Nella palestra che gestisco si parla di donazione del sangue perché nel Lazio c’è una carenza di sangue che sta arrivando all’80 per cento.

Qual è secondo te un collegamento tra donazione di sangue e pugilato…

Mi viene in mente uno slogan divertente: “Io ne ho dato talmente tanto di sangue per lo sport ed il mio pubblico, adesso datene anche voi un po’ per me”.

Bello e molto simpatico, restituisce anche quell’idea di scambio fraterno… ma tornando sul serio, ti è capitato di conoscere qualche paziente bisognoso di sangue?

Ancora no, ma in futuro parteciperò a spot per i malati e vorrei proprio dire che il sangue l’ho recuperato per loro. E quello che faccio lo faccio per loro, i pazienti.

Trascorrere del tempo all’autoemoteca di Ads Lazio è un gesto molto prezioso per un ex pugile impegnato come te già in tante sfide. Qual è lo spirito con cui affronti questa nuova battaglia?

Penso sia molto importante fare qualcosa che possa risolvere problemi di vita delle altre persone. Se sai che con la donazione salvi una vita, riconosci e capisci che è di primaria importanza donare.

E il compito di sensibilizzare?

Certe volte per aiutare le persone basta una presenza e non è necessario fare chissà quali sforzi. Ho preso contatti con strutture molto importanti per far sposare questa causa. La donazione per me è una bella esperienza, sensibilizzare la gente è una bella esperienza. Secondo me dovrebbero tutti impegnarsi nella sensibilizzazione alla donazione di sangue.

E in che modo potrebbero le persone coinvolgere altre persone alla causa?

Parlando e spiegando tutti i vantaggi della donazione e quanto alla fine è facile donare.

Facendo capire che non è pericoloso, né doloroso, avvicinandosi alle associazioni, proponendo di donare per la prima volta e cercando di creare nell’altro un’abitudine a svolgere questo tipo di azione.

Spiegando che c’è il vantaggio del check-up completo offerto prima del dono, che se lo chiedessi a pagamento ti costerebbe oltre 100 euro. A parte questo fai del bene agli altri, aiuti una persona a sopravvivere.

Quindi sensibilizzare il prossimo perché impari lui stesso a sensibilizzare alla donazione…

Sì, perché è più importante far donare una persona che non ha mai donato che un donatore. Fai entrare le persone in una nuova ottica spiegando il perché dell’importanza della donazione e li aiuti a entrare nell’idea di partecipare a questo mondo.

Quando dona per la prima volta gli spieghi perché lo sta facendo, il risultato che ottiene, spieghi cosa fa di buono per una persona che in quel momento ha bisogno. E’ fondamentale dire che non deve essere una cosa una tantum, ma qualcosa per cui le persone prendono appuntamento due o tre volte l’anno e si ritorna a partecipare regolarmente. Se fosse così per un quinto della popolazione italiana gli ospedali avrebbero risolto la questione carenza sangue.

Tu che hai sempre utilizzato il corpo nelle tue sfide, che ne pensi dell’uso della ragione e della testa per compiere certe scelte?

Pure in uno sport come il mio prevale la testa sul corpo, quindi alla fine prevale la testa su tutto.

Quali altre iniziative svolgete con l’Ads Lazio?

Anche nel prossimo weekend saremo presenti con l’autoemoteca di fronte ad un mercato Coldiretti di Roma. L’Ads Lazio inoltre sta realizzando un accordo con l’oncologico dell’Ospedale Pertini, quindi l’ospedale ha una necessità di sangue altissima e sarebbe il primo accordo di collaborazione della nostra associazione con un ospedale. La situazione nel Lazio, come dicevo, ora è gravissima.

La carenza di sangue nella regione è un’altra sfida?

Un’altra sfida che bisogna vincere per forza e per lo meno mettercela tutta per avere la coscienza pulita ed essere sicuri di aver fatto il massimo.

E qual è un segreto per vincere una sfida? Ce lo vuoi dire?

Dare tutto sé stessi per non rimpiangere in futuro di aver lasciato qualcosa al caso. Se poi rimpiangi di aver lasciato qualcosa al caso vuol dire che non hai fatto abbastanza e in qualche modo sapevi già di perdere dall’inizio.