Lombardia, il plasma iperimmune
sarà farmaco anti-Covid-19

2020-05-27T15:08:59+00:00 26 Maggio 2020|Attualità|
ospedale plasma di Laura Ghiandoni

Mentre il plasma iperimmune sta trovando in alcune Regioni dei validi percorsi grazie l’avvio di banche di stoccaggio capaci di frenare una possibile ondata di ritorno dell’epidemia Covid-19, in Lombardia le associazioni di donatori di sangue si sono organizzate per offrire un’altra arma che possa dare risultati vincenti anche nel medio termine.

L’idea, sostenuta da Avis insieme alla Struttura di Coordinamento dei centri trasfusionali nella regione, è quella di realizzare un vero e proprio farmaco che utilizzi le immunoglobuline estratte dal plasma iperimmune per renderle – con il metodo industriale applicato da un’azienda farmaceutica – altamente standardizzate e somministrabili ai pazienti affetti da Covid-19.

Oscar Bianchi, presidente regionale di Avis Lombardia introduce la nuova avventura associativa: “Mentre donare il plasma iperimmune significherà in alcuni casi aderire agli studi scientifici presenti in alcuni ospedali della regione, il nostro progetto è diverso. Inizialmente tipizzeremo i donatori di sangue della regione, verificheremo quindi la presenza di anticorpi anti-Sars-CoV-2 nel sangue e poi chiameremo i donatori per chiedere loro, non di donare il plasma ad uso terapeutico, ma di donarlo per la creazione del farmaco”.

Bianchi nel raccontare quale sarà l’azienda che si occuperà della lavorazione indica: “Gli organi istituzionali protagonisti del mondo del sangue in questi giorni stanno individuando il migliore percorso da seguire. Stanno decidendo, sia quale sarà l’azienda farmaceutica capace di elaborare la quantità di plasma che raccoglieremo, sia il tipo di test sierologico con il quale misureremo la presenza anticorpale capace di neutralizzare il Covid-19. Poi, una volta estratte, le immunoglobuline torneranno agli ospedali per essere somministrate ai pazienti”.

Sul come coinvolgere i donatori di sangue in questo nuovo progetto non ci sono dubbi: “Attraverso una campagna di sensibilizzazione, appena sarà possibile partire, inviteremo i 276mila donatori di sangue lombardi, a donare”. La Lombardia infatti, oltre ad essere la regione che è stata più duramente colpita dal Covid-19, rappresenta anche su base nazionale un quinto del totale dei donatori di sangue del nostro Paese. L’avvio del progetto condotto da Avis Lombardia insieme alla Struttura Regionale di Coordinamento per le attività trasfusionali (Src) ancora deve affrontare alcune tappe.

“E’ un percorso di media durata, che potrebbe impiegare molti mesi per essere portato a compimento” spiega Rosa Chianese, direttrice dell’Src lombarda, mentre indica gli step necessari prima del decollo: “Prima di partire ci sono ancora alcuni passi da compiere: innanzitutto la condivisione del progetto con la conferenza scientifica dei Dipartimenti di medicina trasfusionale ed ematologia (Dmte). Dopodiché presenteremo il programma di raccolta in Regione. Quando avremo i test sierologici da effettuare a tutti i donatori di sangue, significherà che saremo pronti per cominciare la tipizzazione”. Riguardo ai donatori di sangue e alla possibile adesione di altre associazioni all’iniziativa, spiega: “Per ora stiamo studiando il progetto con l’Avis regionale, poi certamente l’adesione verrà allargata a tutte le associazioni che vorranno partecipare”.