Toscana, cala il numero delle donazioni
Avis: “Positiva la crescita di Lucca e Pisa”

2019-04-12T12:32:38+00:00 12 Aprile 2019|Primo Piano|
di Emiliano Magistri

In Toscana cala il numero delle donazioni. Seppur lieve, rispetto al 2017, prosegue la tendenza partita dal 2012, quando ne vennero registrate 122.811. Sono solo alcuni dei dati registrati dall’Avis Toscana.

Nell’anno passato è diminuito anche il numero dei donatori, passati dai 58.430 del 2017 a 57.342 del 2018. Tuttavia, se la tendenza generale dell’intero territorio punta, seppur senza parlare di emergenza, verso il basso, alcune provincie hanno fatto registrare una tendenza diametralmente opposta. La zona di Lucca, tanto per fare un esempio, ha infatti visto un incremento del 35%, anche grazie al contributo di una nuova sede Avis da poco istituitasi nel territorio.

Numeri incoraggianti arrivano anche da Pisa, con un +4% rispetto al 2017, e da Siena. Dati più critici dalla zona della Versilia e dalla provincia di Prato, dove la perdita di donazioni è arrivata a un -6,7%. Come ha spiegato il presidente di Avis Toscana, Adelmo Agnolucci, “sono tantissimi i motivi che rendono la donazione di sangue un volontariato non facile e immediato. Vorrei che sempre più giovani si avvicinassero, vivendo la donazione come un atto di cittadinanza attiva. È vero che i nuovi soci sono prevalentemente i giovani con un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, rappresentando nel 2018 il 35% dei nuovi associati, ma è costantemente in crescita l’età dei soci donatori“.

Agnolucci ha scattato anche una fotografia di quella che, al momento, è la situazione dell’associazione toscana: “La fascia di età più numerosa è quella tra i 46 e 55 anni. Sarà utile aprire una riflessione sul nostro modello organizzativo per valutare se la nostra presenza sui territori sia adeguata a contrastare ed invertire una tendenza negativa. C’è da aggiungere – conclude – che negli ultimi anni, grazie ad una miglior gestione nell’uso di questa preziosa risorsa, sono diminuiti i consumi. Questo ci assicura per il momento un relativo equilibrio del sistema, ma non ci deve far abbassare la guardia per quanto riguarda i prossimi anni, quando dovremo misurarci con il calo demografico e il progressivo invecchiamento della popolazione“.