Alex, mamma nega compatibilità
Malavolta: «iscrivetevi al registro»

2018-11-02T14:59:40+00:00 2 Novembre 2018|Attualità|
di Gianluca Colletta

«Ancora nessun donatore per il piccolo Alex», nonostante sembravano essersi riaccese le speranze. Nelle ultime ore era circolata la voce che per il bimbo di un anno e mezzo, affetto da una malattia rara e che ha fatto mobilitare tutta Italia, sembrava fosse stato trovato un donatore compatibile, unica speranza per la sua sopravvivenza.

«La famiglia – ha detto la presidente dell’Admo, Rita Malavolta, a Donatorih24.it – ha smentito le notizie che erano circolate in questi giorni circa la presenza di possibili donatori per salvare la vita al piccolo Alessandro». Nei giorni scorsi sembrava infatti che a Bologna ci fosse la possibilità di un cordone ombelicale donato che sarebbe compatibile con il piccolo. Un risultato che sembrava tanto straordinario, quanto inaspettato, vista la difficoltà di trovare donatori in caso non ci sia possibilità di trapianto utilizzando il midollo dei parenti. Purtroppo però non è stato così.

Continua quindi la ricerca di un donatore compatibile, così come le iniziative dell’Admo. «Continuiamo la campagna per aiutare il piccolo Alessandro – ha spiegato Malavolta – con numerose iniziative in tutta Italia».

«Abbiamo parlato – hanno scritto i genitori del piccolo su Facebook – in questo momento con medici inglesi che segue Alessandro Maria e che ci hanno confermato un basso livello di compatibilità di tale cordone. Non intendiamo commentare oltre ma ci teniamo a sottolineare che stiamo parlando della vita di un bambino di un anno e mezzo. Credo che la vera ed unica notizia della stampa dovrebbe pubblicizzare sia il gesto d’amore e di speranza che un’intera nazione, sceso nelle piazze o presso i centri trasfusionali, ha deciso di regalare a tutte le persone malate e in attesa di trapianto».

Nei giorni scorsi migliaia di persone si sono mobilitate per il piccolo alex e iscritte nel registro dei donatori. Numeri importanti che testimoniano la solidarietà degli italiani.

Bisogna però continuare a donare. L’appello che fanno le associazioni di donatori di organi è quello di far si che questo grande eco mediatico non si fermi, ma anzi spinga sempre più persone a iscriversi nei registri dei donatori. E anche se si dovesse trovare un donatore non bisogna fermarsi. «È fondamentale continuare a spiegare alle persone l’importanza di iscriversi al registro dei donatori- ha spiegato Malavolta -. La campagna di questi giorni non è rivolta solo al piccolo Alessandro, ma a tutte le persone che possono avere bisogno di un trapianto di midollo. Più sono i donatori e più possibilità ci sono per guarire altre persone».

In Italia ci sono circa 30mila cordoni ombelicali donati e conservati, mentre gli iscritti ai registri dei donatori sono circa 400mila.

Alessandro Maria, figlio di genitori italiani residenti per lavoro a Londra, è affetto da una malattia rara che si manifesta con la presenza di una gran quantità di globuli bianchi nel sangue. I farmaci sperimentali, che al momento sono a disposizione, cessano il proprio effetto dopo alcune settimane di cura. L’unica salvezza è un trapianto di midollo.