Verona, al via la “24Ore del donatore”
Ozino, Fidas: «La raccolta non si ferma»

2018-08-24T11:29:28+00:00 24 Agosto 2018|Donazioni|
di Sara Catalini

Alle Antiche Terme di Giunone di Caldiero (Verona), torna l’appuntamento annuale della “24Ore del donatore” organizzato dalla Fidas di Verona il prossimo fine settimana, sabato 25 e domenica 26 agosto. La manifestazione è giunta all’undicesima edizione e vedrà 318 partecipanti provenienti da tutta Italia scendere in acqua per una staffetta di solidarietà.

I donatori si avvicenderanno nella piscina olimpionica in gruppi da quattro, alternandosi ogni 15 minuti, dalle 16:00 del sabato fino alle 16:00 della domenica, in una gara no-stop che sottende un messaggio ben preciso: «Come la staffetta, anche la donazione non si ferma mai – spiega Aldo Ozino Caligaris, presidente di Fidas Nazionale a Donatorih24 – Questa manifestazione deve ricordare ai donatori quanto è preziosa la loro costanza, ma è soprattutto un invito per chi ancora non lo è diventato: la donazione è una scelta importante, ma non così complessa come sembra».

Gli obiettivi di questo evento sono legare la donazione del sangue a corretti stili di vita: «Lo sport mantiene il fisico della persona in salute, status fondamentale per un donatore di sangue – sottolinea Ozino Caligaris – Vogliamo lanciare un messaggio importante durante il periodo di carenza sangue: noi oggi non sappiamo chi potrebbe avere bisogno di sangue, per questo dobbiamo garantire la trasfusione 365 giorni l’anno, a vantaggio di tutti i pazienti bisognosi».

Ogni anno infatti in Italia ci sono circa 700 mila pazienti trasfusi, oltre 8 mila trasfusioni al giorno e 4 milioni di emocomponenti trasfusi. Garantire la continuità e la stabilità nell’approvvigionamento sangue è possibile grazie ai quasi due milioni di donatori periodici, che ogni anno prendono parte a iniziative dedicate sul territorio nazionale a sostegno della promozione di una cultura del dono consapevole e civica: «L’80 per cento delle donazioni proviene dai donatori abituali, responsabili e che rispondono alla chiamata associativa», conclude il presidente Fidas.