Diventare donatori, ecco il test sulla salute

2020-03-20T18:40:37+00:00 18 Marzo 2020|Regole|
sangue test

Chi desidera donare il sangue deve sapere che esistono delle condizioni per poterlo fare. Il donatore quando si rivolge al centro trasfusionale riceve, dagli addetti allo sportello, un questionario con il quale viene invitato ad accomodarsi mentre attende il proprio turno nella sala d’attesa. Il documento, che andrà compilato e firmato, è un’autocertificazione del buon stato di salute dell’aspirante donatore di sangue. Il nome corretto del formulario è “anamnestico”: vuole dire che, attraverso le domande, raccoglie le informazioni dal paziente stesso o dal familiare, per aiutare il medico ad effettuare una diagnosi.

Il documento, che può essere leggermente diverso in base all’ospedale o all’associazione, generalmente riunisce oltre le trenta domande, suddivise per argomenti e per tempistiche. I quesiti sono strutturati per offrire una fotografia dettagliata della condizione di salute della persona al medico che eseguirà la visita. Le domande affronteranno tutti gli aspetti sulla salute dell’aspirante donatore, dalle malattie avute in passato, ai comportamenti rischiosi condotti nella vita.

Bisogna però ricordarsi che il documento indaga anche le tempistiche nelle quali il donatore potrebbe donare, in alcuni casi permette al medico di capire se è necessario rimandare la donazione ad una situazione più consona, che può accadere più avanti nel tempo.

Ad esempio, nella seconda parte del documento, viene chiesto se negli ultimi quattro mesi l’aspirante donatore si è sottoposto a foratura delle orecchie, piercing o tatuaggi. Bisogna sapere che le forature d’orecchi non precludono la donazione per sempre, come non accade per i tatuaggi. Quindi in questo caso è necessario attendere che siano trascorsi quattro mesi dalla data in cui è stata fatta la foratura o il tatuaggio.

Ora andiamo a vedere direttamente come il quiz si sviluppa nel nostro caso esempio, che è soprattutto indicativo. “È mai stato ricoverato in ospedale? Se si, perché?” Per rispondere a tutte le domande si spunta la casella “si” o “no”. Le prime, che sono circa una ventina, riguardano principalmente le malattie avute nella storia clinica dell’aspirante donatore. Nei primi punti sono elencate numerosi tipi di patologia, da quelle autoimmuni, a quelle cardiovascolari, a quelle neoplastiche. Secondo il formulario è necessario indicare anche se si è mai subito un trapianto, oppure se si ha mai avuto uno shock allergico.

Il secondo step comporta il rispondere a domande sullo stato di salute attuale: “È attualmente in buona salute?”,”Ha attualmente manifestazioni allergiche?”, ma anche “Ha notato perdita di peso negli ultimi tempi?”. Il dottore, attraverso la lettura delle risposte, potrà rendersi conto se il donatore, nel momento in cui si trova al centro trasfusionale o all’unità operativa, è nelle condizioni adatte per dare il proprio contributo.

Nella terza parte sono presenti alcuni quesiti rivolti alle  donne che devono rispettare specifiche regole per le donazioni, norme che possono essere leggermente diverse in base alla struttura ospedaliera. Le donne non possono donare quando sono in gravidanza, né quando hanno il ciclo, e devono rispettare precise tempistiche per partecipare alla raccolta nei periodi legati all’ovulazione. Anche l’interruzione della gravidanza può incidere sulla tempistica della donazione di sangue.

Le successive domande affrontano le questioni dei farmaci, dei vaccini e delle sostanze d’abuso. Si chiede all’aspirante donatore non solo se sta assumendo farmaci, o li ha assunti in passato, ma anche se assume attualmente sostanze stupefacenti.

La questione delle malattie infettive e dell’Hiv è sviscerata accuratamente: “Il suo partner è portatore del virus Hiv?” è il primo interrogativoLe domande valutano ogni possibilità dell’aspirante donatore di avere incontrato, anche inconsapevolmente, alcuni tipi di infezione. Anche le analisi del sangue, che andranno svolte successivamente, cercheranno patologie.

Nel quiz vengono sottoposti a valutazione poi i comportamenti rischiosi, e i viaggi compiuti dal donatore in zone in cui sono presenti epidemie riconosciute. In questo caso, come in molti altri, si attenderà semplicemente che vengano superati un numero di mesi dal ritorno del viaggiatore, che certifichino la totale salute dell’aspirante donatore.

Il medico, durante la visita di controllo, valutando il test, penserà a tutelare la salute dei pazienti che riceveranno il sangue, il plasma e le piastrine. Ecco un esempio di questionario che viene sottoposto agli aspiranti donatori al centro trasfusionale del Policlinico Umberto I di Roma.