Garantire scorte di sangue e regolare attività sanitaria
Così la Toscana vuole consolidare il sistema donazioni

2019-11-28T17:32:26+00:00 28 Novembre 2019|Attualità|
di Emiliano Magistri

Attività sanitaria quotidiana da garantire e implementare le quantità di sangue e plasma raccolte durante l’anno. La Toscana respinge al mittente le critiche su emergenze e carenze legate alle scorte di emocomponenti all’interno delle strutture ospedaliere, e “fa quadrato” tra Regione, Centro regionale sangue e associazioni.

A confermarlo è proprio la direttrice del Crs, la dottoressa Simona Carli, in occasione dell’audizione dei giorni scorsi in commissione regionale Sanità che l’ha vista intervenire insieme ai rappresentanti di Avis, Fratres e Anpas: “Le associazioni avevano espresso la necessità di far presente alcune criticità che, a loro avviso, si stavano registrando nel reperire personale e nell’organizzazione delle raccolte – spiega a DonatoriH24 -. È stato chiesto al consiglio regionale di valutare le incompatibilità dei medici iscritti nell’elenco dei prelevatori, così da garantire la presenza di quelle figure necessarie nelle unità di raccolta”.

La direttrice del Centro regionale sangue della Toscana, Simona Carli

Un problema che spesso genera carenze di personale: “Proprio per questo un aiuto è stato chiesto anche sui contingenti minimi di sciopero – prosegue – perché bisogna rendersi conto che l’attività sanitaria quotidiana non è solo consegnare le sacche alle sale operatorie, ma anche assicurare la raccolta e garantire l’apertura dei centri trasfusionali”. Una riflessione, infine, sul tema dell’emergenza: “Le donazioni sono stabili. Nel corso dell’anno possono verificarsi picchi particolari nel periodo estivo o in quello in cui sono più diffusi i virus influenzali, ma lavorando sulla programmazione stiamo continuando a garantire sangue anche a chi viene a curarsi in Toscana da fuori – conclude -. E proprio la programmazione deve essere il motore trainante per continuare a non far abbassare nemmeno le quantità di plasma“.

Il vice presidente vicario di Avis Toscana, Luciano Franchi

Ammonta a circa il 13% del totale, infatti, il sangue raccolto che viene destinato ai pazienti che scelgono gli ospedali del territorio per ricevere le cure di cui hanno bisogno: “Rispetto al 2018 abbiamo registrato un recupero delle scorte che contiamo di confermare anche per la fine di quest’anno – spiega il vice presidente vicario di Avis Toscana, Luciano Franchi -. Stiamo riscontrando come la raccolta cresca nelle giornate straordinarie che organizziamo nei weekend e nelle festività. Questo significa che offrire ai donatori una scelta di orario più comodo nel quale presentarsi a donare, in particolare il plasma, è una strategia vincente”. L’audizione ha confermato collaborazione dal fronte politico toscano, un presupposto fondamentale per implementare un servizio già oggi più che efficiente: “Per farlo serve garantire personale stabile nei centri trasfusionali, in particolare per le procedure di plasmaferesi – prosegue – perché troppo spesso si assiste a una rotazione di figure che hanno caratteristiche professionali troppo diverse rispetto alla posizione a cui vengono destinate”.

Un dialogo che adesso, dopo l’ok a livello normativo incassato dal Consiglio regionale, entrerà in una fase tecnico operativa da discutere con l’assessora alla Sanità, Stefania Saccardi: “Il prossimo 6 dicembre ci incontreremo – conclude Franchi -. Sono convinto, vista la partecipazione e l’unità d’intenti su questo tema, che ci sia la possibilità di rendere il sistema della nostra regione ancora più vicino alle esigenze di chi ha bisogno”.