Garantire scorte di sangue e standard elevati di qualità
La convenzione tra il “San Carlo” e la Fidas Basilicata

2019-11-22T18:07:03+00:00 23 Novembre 2019|Attualità|
di Emiliano Magistri

Rafforzare il ruolo delle associazioni nell’ambito della donazione volontaria, periodica e non remunerata. Il tutto con l’obiettivo di garantire standard qualitativi elevati e scorte necessarie a garantire le attività ospedaliere.

È stata rinnovata nei giorni scorsi la convenzione tra l’azienda ospedaliera regionale “San Carlo” di Potenza e la Fidas Basilicata. L’accordo sottolinea con sempre maggiore forza il concetto dell’autosufficienza di sangue ed emoderivati come interesse nazionale, sovraregionale e sovraziendale, ribadendo il ruolo determinante delle associazioni nella gestione dei volontari e delle campagne di informazione e sensibilizzazione sul tema. Un’intesa tra sistemi trasfusionali e realtà del terzo settore per garantire qualità dei servizi e, soprattutto, regolare attività ospedaliera.

Come ha spiegato a DonatoriH24 il presidente di Fidas Basilicata, Pancrazio Toscano, “attraverso le nostre 30 sezioni che operano sull’intero territorio regionale, organizzeremo campagne di informazione e formazione per promuovere la cultura del dono grazie al reclutamento di nuovi volontari. Sono contento che questo accordo sia stato rinnovato perché la sinergia con i centri trasfusionali è fondamentale per il buon funzionamento di questa macchina”.

In base alla convenzione rinnovata, nei fatti, i volontari Fidas potranno organizzare raccolte in tutta la regione e conferire nei vari centri trasfusionali le sacche di sangue e plasma ricavate dall’attività dei donatori: “In più sono stati ridefiniti rimborsi e tariffe, nonché la possibilità di avviare nuovi progetti”, aggiunge. Senza dimenticare poi che, nei giorni scorsi, l’associazione ha anche inaugurato la nuova sede a San Chirico Nuovo: “Un segno tangibile del nostro lavoro, siamo contenti per i risultati che siamo raggiungendo in termini di qualità e ci auguriamo di migliorare anche sotto il profilo della quantità. Molti dei donatori storici stanno raggiungendo il limite di età – conclude il presidente – il che, unito allo spopolamento costante della regione, complica non poco il ricambio generazionale. Ma noi confidiamo nei giovani”.