Cultura della donazione e programmazione del lavoro
Ecco perché Ragusa è diventata “l’isola nell’isola”

2019-10-25T13:11:33+00:00 27 Ottobre 2019|Attualità|
avis ragusa di Emiliano Magistri

La chiamano “l’isola nell’isola”. Una città dove, grazie a programmazione del lavoro e sensibilizzazione sociale, i pilastri di generosità, solidarietà e sensibilità sono stati sostituiti dal concetto granitico di “cultura della donazione”. In particolare tra i giovani.

Ragusa, non a caso, recentemente è stata definita la “Capitale europea della donazione” e gran parte di questo merito, oltre che naturalmente ai volontari (che con il loro impegno permettono di raccogliere un terzo del totale delle unità di sangue della Sicilia), va all’Avis comunale: “Gruppi dirigenti all’altezza del loro ruolo ed estremamente credibili ci hanno permesso di incassare la fiducia e la collaborazione delle istituzioni – spiega a DonatoriH24 il presidente, Paolo Roccuzzo -. Ma la vera differenza la fa il nostro personale sanitario“. Già perché a fare della città un’eccellenza in questo ambito non solo a livello regionale, ma anche rispetto al resto dello Stivale, è il fatto che i donatori possono rivolgersi direttamente al centro trasfusionale della sede dell’Avis e non devono dividersi tra le strutture ospedaliere: “Medici, infermieri e altri membri dello staff sono collaboratori della nostra associazione e seguono donne e uomini in tutto il percorso prima, durante e dopo la donazione”.

avis ragusa

La sala dove donare il sangue nella sede dell’Avis di Ragusa

Va poi riconosciuto come Ragusa sia anche un esempio per la sensibilità dei suoi cittadini e per il loro senso di responsabilità. Modi di vivere la cosa pubblica che hanno permesso, nel corso del 2018, di sfiorare le 150 donazioni su mille abitanti e superare le 200 unità di sangue sempre ogni mille abitanti. Un paragone che porta Ragusa sopra al livello dell’Irlanda, lo stato europeo dove si raccoglie più sangue con una media di 70 donatori su mille abitanti e 110 unità. Ma non solo.

Oltre a coinvolgere i giovani con iniziative legate al mondo dello sport con l’attiva partecipazione delle società che operano in città in molteplici discipline, l’Avis riceve oltre 200 donatori stranieri provenienti da 36 nazioni diverse. Un dato che ha portato il presidente Roccuzzo ad allestire l’auditorium all’interno della sede con le “bandiere di tutti i Paesi da cui provengono questi donatori, un modo per ringraziarli e far capire quanto per noi e per tanti pazienti sia prezioso il loro impegno”.

Nel frattempo, dopo l’ottima riuscita dello scorso 21 giugno, l’associazione è già al lavoro per organizzare anche nel mese di dicembre l’iniziativa “Donazione inDivisa” che, come si può intuire dal nome, vedrà di nuovo le principali cariche militari e istituzionali locali, dalla polizia alla guardia di finanza, passando per il prefetto, il questore e il sindaco di Ragusa, presentarsi nella sede Avis per donare il sangue.

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