Cellule del sangue, ecco come ringiovanirle

2019-06-06T15:46:32+00:00 6 Giugno 2019|Primo Piano|
di Emiliano Magistri

Ringiovanire le cellule del sangue attraverso il trapianto delle staminali del cordone ombelicale. È il risultato di uno studio effettuato dal Gitmo (il Gruppo italiano trapianto di midollo osseo) e coordinato da Corrado Tarella, direttore della divisione Ematologia dell’istituto europeo di oncologia e professore dell’Università degli studi di Milano.

La ricerca ha coinvolto 36 pazienti di circa 42 anni che, nell’ultimo periodo, erano stati sottoposti a trapianto di midollo con cellule del cordone ombelicale. Un prelievo ha permesso di analizzare le cellule ematiche di queste persone per poterle poi confrontare con quelle di un altro gruppo sotto osservazione, composto da individui sani e mai trapiantati. I risultati, che sono stati pubblicati su Biology of Blood and Marrow Transplantation, la rivista ufficiale dell’American Society of Transplantation and Cellular Therapy, hanno permesso di stabilire che dopo il trapianto il telometro (la struttura del Dna deputata a proteggere i cromosomi dai danni esterni e dal deterioramento) si conserva più a lungo nelle donne, in particolare se le staminali sono state prelevate da un donatore maschio. Un dato che, secondo i ricercatori, procede alla pari con l’attività degli estrogeni (i principali ormoni sessuali femminili) che garantiscono alle donne un’aspettativa di vita maggiore.

Numerosi studi hanno più volte dimostrato come la misura dei telometri sia strettamente legata all’invecchiamento della cellula e, conseguentemente, dell’organismo. Il loro accorciarsi nel tempo può essere generato da fumo, cure particolari (come ad esempio la chemioterapia) o condizioni ambientali. Ecco perché la ricerca effettuata dal Gitmo assume ancor più valore, visto che a oggi il trapianto di cellule staminali emopoietiche resta la terapia salvavita per la cura di molte malattie del sangue.

Proprio le cellule del cordone ombelicale, in quanto caratterizzate da telomeri lunghi e mai esposti a danni ambientale, potrebbero risultare particolarmente efficaci.