Una goccia di sangue come mascotte a San Gavino
Si chiama “I want you” la nuova campagna dell’Avis

2019-05-27T16:29:14+00:00 28 Maggio 2019|Curiosità|
di Emiliano Magistri

Sensibilizzare quante più persone possibili alla donazione del sangue, creando un vero e proprio “esercito” di donatori. Con questo obiettivo l’Avis di San Gavino Monreale, nella provincia del Sud Sardegna, ha lanciato la sua nuova campagna di “reclutamento”. Si chiama “I want you” ed è ispirata al manifesto dello Zio Sam con cui gli Stati Uniti chiamavano alle armi i giovani americani, ma qui, con il cappello e a indicare chi guarda l’immagine, c’è una goccia rossa di sangue che invita a fare una scelta più etica e solidale.

Il manifesto con cui l’Avis di San Gavino Monreale ha lanciato la sua nuova campagna

“Il motivo per cui stiamo crescendo pian piano, ma costantemente, è proprio l’impegno con cui ogni anno promuoviamo campagne e iniziative sul territorio – spiega il presidente dell’associazione, Diego Cotza -. Quest’anno vorremmo creare non un esercito di soldati, ma di donatori: per questo ci siamo ispirati allo storico manifesto dello Zio Sam”. Quella di San Gavino Monreale è una realtà avisina estremamente giovane: cinque soli anni di età, ma già consolidata in questa parte di Sardegna: “A oggi contiamo circa 200 donatori in un comune di 9mila abitanti. Tutto si basa sulla sensibilizzazione che svolgiamo quotidianamente e che, dalle 100 donazioni dell’anno in cui siamo partiti, ci ha portato alle 524 raccolte nel 2018“.

Tuttavia, se San Gavino rappresenta una sorta di “isola felice”, non bisogna dimenticare come la Sardegna sia costantemente alle prese con una carenza quotidiana di circa 80 unità di sangue: “Questo significa che non dobbiamo mollare un attimo – conclude il presidente -. Ci dispiace dover importare il sangue da altre regioni, in primis per una questione di costi che vanno a gravare sul bilancio del nostro sistema sanitario regionale. Noi crediamo nella nostra missione e quindi puntiamo a coinvolgere sempre più persone, soprattutto i giovani“.